Un paese non si conosce soltanto attraverso una mappa. Lo si comprende camminando, osservando la luce che cambia sulle facciate e fermandosi davanti ad un particolare che, fino a quel momento, era rimasto sullo sfondo. Rotonda invita a questo genere di attenzione, perché il suo profilo raccolto e il paesaggio del Pollino mettono continuamente in relazione la presenza delle persone con quella dei luoghi.
Le informazioni del Comune collocano le prime attestazioni del nome in una pergamena del 1083 e ricordano il passaggio di Garibaldi il 2 settembre 1860. Sono due riferimenti lontani fra loro che aiutano a comprendere quanto tempo possa essere contenuto in uno spazio apparentemente piccolo. La storia, però, continua anche nei gesti ordinari, nei nomi che si tramandano e nelle parole con cui gli abitanti indicano una strada o un angolo del centro.
Per un’associazione culturale, partire dal paese significa imparare ad ascoltare prima di organizzare un racconto. Una fotografia può conservare il disegno di una piazza, mentre una voce può restituire il significato che quella piazza ha avuto per qualcuno. Quando immagine e testimonianza si incontrano, il territorio acquista una profondità che nessuna delle due potrebbe offrirgli da sola.
Il progetto di ACAV guarda a Rotonda con questo desiderio: riconoscere ciò che esiste e creare occasioni perché possa essere condiviso. Il teatro, la lettura e le arti visive diventano strumenti per avvicinare le generazioni, aprire domande e far circolare storie che rischierebbero di restare chiuse nell’esperienza individuale.
Raccontare un luogo richiede cura. Occorre distinguere un ricordo da un fatto documentato, lasciare spazio alle sfumature e accogliere anche le differenze fra chi osserva lo stesso paesaggio. Da questa attenzione può nascere un archivio capace di custodire il passato e, nello stesso tempo, di accompagnare la vita del paese.
Riferimento storico: Comune di Rotonda.
